Il trionfo della “tela” al Caravan Salon 2026: il campeggio riscopre le tende

Dalle tende da tetto ai carrelli tenda, fino alle verande per van e camper: il nostro inviato Cesare esplora un mondo che credeva appartenesse al passato e che oggi è più vivo che mai.
Questo articolo fa parte del racconto in sei puntate di Cesare, inviato di Vacanzelandia al Caravan Salon 2026. Nel suo Tendalino di Cesare ci porta tra idee, mezzi e modi diversi di vivere il turismo all’aria aperta.
Agosto 2026
Bambino nei campeggi anni ‘70, non avrei mai pensato di vedere risorgere il mondo della “tela”. Tende da tetto, carrelli tenda, verande: i prezzi salgono alle stelle, uno si fa due conti ed ecco che miracolosamente si riscoprono cose che si credevano morte e sepolte.
Tende da tetto e carrelli tenda
Perché li unisco? Il motivo è l’ibridazione che si va creando tra i due mondi: in un contesto nel quale molto spesso le automobili hanno un gancio a prescindere, come capita dal Brennero in su, sempre di più c’è chi sceglie di avere la tenda da tetto montata su un carrello.
Personalmente condivido questa visione perché io stesso ho viaggiato per diversi anni con questa soluzione e la trovo molto intelligente: con un’auto anche utilitaria posso portare parecchia attrezzatura sfruttando il carrello, posso evitare di chiamare a raccolta qualche amico per montare e smontare la tenda sul tetto, posso usare l’auto mentre il carrello sta in campeggio (magari con una veranda collegata) posso mettere una seconda tenda sul tetto e quindi avere più posti letto se la famiglia è numerosa, infine posso smontare la tenda e usare il carrello per trasporti “eccezionali”. Per contro mi mancherà la libertà di fermarmi dove voglio aprendo la tenda in “libera”, cosa che comunque vedo fare molto poco.
Ovviamente rimane presente la proposta dei carrelli tenda classici, a volte anche con soluzioni che arrivano tranquillamente a costare più di una roulotte entry-level: in questo senso Opus, Holtkamper, Combi-camp (Isabella) e alcuni modelli di Campwerke giocano sullo spazio disponibile, la velocità di apertura, la qualità dei materiali, lo “spirito del campeggio”.
Simile nel concetto alla tenda montata sul carrello, abbiamo visto diverse proposte di tende montate su pickup, anzi tende montate su tende alloggiate nel cassone del pickup. Sicuramente sono prodotti di nicchia (e costosi) ma costituiscono un’alternativa alle classiche cellule scarrabili che sono più protettive e confortevoli, ma alzano anche tanto il baricentro del mezzo e, in certi contesti off-road, potrebbero inficiare la stabilità del mezzo.
Sul fronte delle tende da tetto ormai il mercato è esploso e si trova di tutto: dai marchi appena nati a quelli consolidati arrivando a quelli che fino a ieri non ci avrebbero mai pensato (Thule, Berger, Decathlon per fare giusto tre esempi), i quali si lanciano in proposte, a volte importando sotto loro nome prodotti da oltreoceano, altre con sviluppo di prodotti originali. Per dare una misura del fenomeno, considerate che in fiera si vedono tende da tetto quasi ovunque e gli viene dedicato un padiglione, anche se non grandissimo; d’altronde sia viaggiando per le strade, sia nei campeggi se ne vedono tantissime e – udite udite! - stanno riportando i giovani ad apprezzare questo tipo di vacanza.
Dal punto di vista costruttivo, volendo raggruppare le tipologie abbiamo: tende con apertura a libro, tende con gusci rigidi e modelli ibridi che prevedono gusci più piccoli ed estensioni in tela.
Idee veramente nuove non ce ne sono, a parte alcune proposte che mirano a ridurre alcuni dei limiti propri di questo tipo di soluzione. Thule, già da qualche anno, propone una tenda da … gancio, ovvero una struttura molto simile alla tenda da tetto ma contenuta in un involucro con un telaio che si collega a sbalzo al gancio di traino: per capirci immaginatevi una tenda contenuta in un involucro solidale con un portabici.
Un’altra proposta viene da Groenberg che ha creato una strana tenda che unisce l’igloo classico con paleria in vetroresina con la tecnologia del materassino gonfiato ad alta pressione: il risultato non è dei più estetici ma il peso di questo modello è di 12 kg, contro i soliti 50 almeno, inoltre il tutto sta in un borsone che non ingombrerà in garage ma neppure sul tetto dell’auto durante il viaggio, consentendo un consistente risparmio di carburante e una velocità di spostamento più alta.
Si vedono anche tende predisposte con una botola a pavimento, in modo da poter essere montate su furgoni e furgonette camperizzate dotate di un oblò a passo d’uomo: in questo caso ci può essere una struttura di raccordo tra tetto e tenda che fa sembrare l’insieme come un tetto sollevabile classico.
A questo proposito dispiace un po’ vedere che chi la tenda da tetto l’ha inventata e portata al top, l’italiana Autohome, che fa prodotti di ottima qualità (ne ho possedute 3 e lo posso testimoniare in prima persona) sembra rimanere un po’ al palo sull’innovazione, lasciano spazio ad una concorrenza molto agguerrita: vi garantisco che in quasi ogni stand sono stato fermato dal personale che mi ha voluto mostrare la bontà dei loro prodotti, cosa che non è avvenuta per il marchio italiano.
Prezzi? Variano, a seconda dei materiali, della tipologia, della complessità e anche del brand, da poco meno di 1000 € in su.
Le verande e le tende
Le tende tradizionali normalmente non hanno spazio nelle fiere perché troppo grandi per i costi degli spazi espositivi; ciononostante, qualche esemplare era presente a livello di tende residenziali ma niente di che.
Concentrandosi quindi sulle verande, ampiamente rappresentate in fiera, abbiamo la tipologia di veranda da caravan o da camper, espresse nelle varie altezze di accoppiamento (basso fino a 2 metri, alto oltre i 2 metri e mezzo e intermedio); per i materiali della struttura abbiamo tubi metallici, pali di vetroresina o tubolari pneumatici, mentre i materiali della tela variano sostanzialmente da policotone a nylon impermeabilizzato (in realtà tecnicamente le varietà sono tantissime ma sfuggono ai non specialisti come me).
Sulle verande da caravan, che siano di tipo tradizionale o meno, non c’è tanto da dire: le marche esposte sono molto ben conosciute, ognuna con le proprie particolarità, caratteristiche, livello di qualità e, conseguentemente, di prezzo. Qui quello che fa impressione è quante ne siano esposte!
Quello che si vede invece crescere è l’offerta di verande per motorizzati: quelle per mezzi con cellula sono di fatto soluzioni simili alla veranda da caravan, in quanto sempre più spesso il mansardato o il motorhome per le ferie “lunghe” arriva ad essere utilizzato come la caravan fissa per qualche settimana in campeggio. Al contrario, l’offerta rivolta ai furgonati o van è costituita da verande veloci da allestire e spesso autoportanti; inoltre è esplosa la proposta di verande da portellone, ovvero concepite per estendere la sfruttabilità della parte posteriore dei van oppure per offrire uno spazio vivibile a chi converte l’auto in letto: addirittura anche le case automobilistiche le propongono, vedi per esempio Dacia.
Sul versante dei tendalini automatici si vanno consolidando le offerte di accessori per trasformare il tendalino in veranda chiusa, quindi nessuna grande novità. Si iniziano a vedere invece una certa quantità di tendalini automatici da usare su fuoristrada, SUV e van: si tratta di modelli ispirati a quanto già visto da un po’ di tempo su mezzi nordamericani o australiani, e spesso si accompagna nella proposta a tende da tetto e/o micro-camperizzazioni dell’abitacolo.
Per concludere l’argomento “tela”, non si può non commentare la strabordante diffusione della paleria in tubolari pneumatici: non so quanti vantaggi reali porti questo cambiamento, sicuramente porta ad un aumento medio del prezzo tra 200 e 300 euro in più su prodotti che magari costano di base 300 euro. Per capirci meglio: veranda autoportante con pali in fibra di vetro 300 euro, con struttura pneumatica 500 euro. Lo stesso prodotto. Boh, ragioniamoci magari un po’ sopra a queste cose.
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