Romania autentica in camper: 20 giorni di viaggio, incontri e meraviglia
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Dai Carpazi al Delta del Danubio, passando per castelli, città medievali, monasteri affrescati e villaggi dove le tradizioni sono ancora vive. La nostra Tappona dell’Estate 2026 è terminata, ma la scatola dei ricordi è tornata a casa decisamente piena!
Ci sono viaggi che iniziano quando si mette in moto il camper e altri che cominciano molto prima.
La nostra Romania Autentica - Tappona Estate 2026 appartiene decisamente alla seconda categoria.
Mesi di preparativi, programmi, road book, contatti, riunioni, chilometri studiati sulla carta e poi finalmente, il 1° agosto, l'incontro a Palmanova.
Camper parcheggiati uno accanto all’altro, volti che per alcuni erano già familiari e altri che avremmo imparato a conoscere giorno dopo giorno, riunione pre-viaggio, consegna dei kit e naturalmente una prima serata a tavola.
Da lì sono iniziati 20 giorni di viaggio che ci avrebbero portato attraverso Slovenia, Croazia, Serbia, Romania e Ungheria prima di rientrare in Italia. Il road book parlava fin dall'inizio di quasi tre settimane attraverso un Paese sorprendente e ricco di contrasti. E oggi, guardandoci indietro, possiamo dire che quella definizione era azzeccata.
La strada verso la Romania
Le prime giornate sono state soprattutto giornate di trasferimento.
Da Palmanova a Belgrado e poi verso il confine rumeno, seguendo per lunghi tratti il corso del Danubio.
Ed è proprio viaggiando che abbiamo iniziato a conoscere il Paese.
Grandi distese agricole, campi di girasoli, mais, grano già raccolto, piccoli paesi, case dalle forme insolite, cicogne appollaiate sui loro enormi nidi e orizzonti che sembravano non finire mai.
Una Romania che, prima ancora dei suoi monumenti, ci ha iniziato a raccontare qualcosa attraverso il paesaggio.
La nostra prima notte nel Paese è stata in una cantina immersa nella campagna rumena. Un calice di vino rosso, i camper sistemati nel verde e quella piacevole sensazione di essere finalmente arrivati.
La Tappona entrava nel vivo.
Bucarest: bella, ordinata, ma senza il nostro “effetto wow”
La prima grande città è stata Bucarest.
Una giornata molto calda, vissuta con bus privato e guida, alla scoperta della capitale.
Bucarest ci è apparsa pulita, ordinata, molto verde, con grandi viali e una monumentalità che racconta anche le profonde trasformazioni vissute nel Novecento.
Eppure, raccontando il viaggio vogliamo mantenere la stessa sincerità con cui lo abbiamo condiviso sui social: a noi è mancato l'effetto wow.
Forse è una città che ha bisogno di più tempo per essere capita, perché la sua anima non si concede immediatamente.
In compenso, a tavola Bucarest ha recuperato punti molto velocemente.
Allo storico Caru' cu Bere sono arrivati finalmente loro: i papanași.
Da quel momento è iniziata una dipendenza gastronomica che ci avrebbe accompagnato per buona parte del viaggio!
Il Delta del Danubio: una delle giornate che non dimenticheremo
Per raggiungere Murighiol abbiamo macinato ancora chilometri, fino quasi al confine con l'Ucraina.
Poi, la mattina seguente, sveglia quando fuori era ancora buio. La levataccia è stata ripagata pochi minuti dopo.
Eravamo già in barca quando il sole ha iniziato a sorgere sul Delta del Danubio.
Uno di quei momenti in cui si parla poco e si guarda molto. L'acqua, i canali, i colori dell'alba e lentamente la natura che si risvegliava attorno a noi.
Pellicani, cormorani, svassi maggiori, mignattini piombati e persino l'avvistamento dell'aquila di mare.
Il Delta è uno di quei luoghi che non hanno bisogno di effetti speciali: lo spettacolo è già lì.
Durante l'escursione ci siamo fermati anche su una piccola isola di pescatori, dove abbiamo trovato un'altra delle grandi attrazioni della giornata: alcuni irresistibili gattini.
Può sembrare un dettaglio, ma alla fine i ricordi dei viaggi sono fatti proprio così.
Di grandi paesaggi e piccole cose.
Dai Carpazi al Castello di Peleș
Lasciato il Delta, la Romania ha cambiato nuovamente volto. Direzione Carpazi, con quasi 400 chilometri di trasferimento verso Sinaia.
Ad accoglierci, nel parcheggio dove ci siamo fermati per la notte, perfino alcune volpi.
Ma il grande protagonista sarebbe arrivato la mattina successiva.
Il Castello di Peleș è stato uno dei veri effetti wow del viaggio. Gli interni sono così ricchi che non si sa letteralmente dove appoggiare lo sguardo: legni intagliati, decorazioni, arredi, sale una diversa dall'altra.
Uno scrigno artistico sorprendente.
Nel pomeriggio siamo arrivati a Brașov, che invece ci ha conquistati con una bellezza più discreta: piazze eleganti, facciate colorate, atmosfere quasi mitteleuropee e quella sensazione piacevole di una città da vivere passeggiando.
Bran e Dracula: quando la leggenda supera il castello
E naturalmente, in Transilvania, non poteva mancare Bran.
Il suo castello è conosciuto in tutto il mondo come il “Castello di Dracula”, anche se il rapporto con Vlad Țepeș e con il personaggio letterario è molto più complesso di quanto la comunicazione turistica lasci immaginare.
Il castello è indubbiamente scenografico, arroccato sulla roccia, con scale strette e passaggi affascinanti.
Dopo Peleș, però, per noi l'effetto wow è stato più contenuto.
E va bene così.
Viaggiare significa anche scoprire che non tutti i luoghi ci emozionano nello stesso modo.
La serata, invece, ci ha regalato nuovi sapori: sarmale con mămăligă e, naturalmente, ancora papanași.
Ormai eravamo ufficialmente senza speranza.
Sighișoara e Sibiu: due città che ci hanno conquistati
Se Bran ci aveva lasciati più tiepidi, Sighișoara ha ribaltato completamente la situazione.
Una cittadella medievale fortificata che sembra uscita da un libro illustrato: case colorate, stradine acciottolate, torri, salite e scorci da fotografare a ogni passo.
Uno di quei luoghi dove la cosa migliore da fare è semplicemente perdersi.
Il giorno successivo è arrivata Sibiu, elegante, vivace e coinvolgente.
Anche qui il centro storico invita a camminare, osservare le facciate e lasciarsi guidare dalle piazze, famosa anche per le sue case con gli occhi.
Poi ancora un cambio di scenario, con il Castello dei Corvino a Hunedoara, imponente e scenografico.
Alba Iulia e le miniere di Turda
Tra le sorprese più piacevoli c'è stata anche Alba Iulia, con la grande Cittadella di Alba Carolina.
Bastioni, edifici religiosi, statue e scorci eleganti ci hanno accompagnati durante una visita davvero piacevole.
Nel pomeriggio siamo invece scesi nella Salina Turda.
Un luogo sicuramente particolare per dimensioni e ambientazione sotterranea.
Questa volta, però, il nostro entusiasmo è stato più moderato: interessante da visitare, ma senza quell'effetto wow che altri luoghi del viaggio ci avevano regalato.
Lago Rosso: viaggio e paesaggio diventano una cosa sola
La strada verso il Lago Rosso è stata una di quelle tappe in cui il trasferimento stesso diventa parte dell'esperienza.
Montagne, panorami, villaggi, case particolari e ancora le cicogne sui nidi.
Una Romania rurale che continuava a catturare il nostro sguardo.
Al lago ci siamo concessi una passeggiata tranquilla, prima di concludere la giornata con una cena dai forti richiami ungheresi, testimonianza della varietà culturale di questa zona.
E tra i dessert abbiamo scoperto anche il Somlói galuska.
No, non ha spodestato i papanași.
Ferragosto tra i monasteri della Bucovina
Il nostro Ferragosto 2026 lo ricorderemo così: tra i monasteri della Bucovina.
Neamț, Voroneț e, il giorno successivo, Moldovița.
Colori intensi, spiritualità, architetture particolari e soprattutto quegli incredibili cicli di affreschi che raccontano storie attraverso le immagini.
A Voroneț, conosciuto come la “Cappella Sistina dell'Est”, ci è dispiaciuto non poter fotografare gli interni.
Ma forse è stato anche un modo per guardarli meglio.
Entrare significa quasi sfogliare un libro narrato attraverso gli affreschi, scena dopo scena.
Ciocănești: quando il viaggio incontra una festa
Uno dei momenti che non avremmo potuto programmare è arrivato a Ciocănești.
Un villaggio già particolare per le facciate delle case decorate con motivi tradizionali e per l'arte delle uova dipinte.
Noi, però, siamo capitati proprio durante la Festa della Trota.
Ed ecco che un programma di viaggio diventa improvvisamente vita locale: gente, musica, sapori, pranzo sul posto e quell'atmosfera che nessuna guida potrebbe pianificare.
Sono spesso questi gli incontri casuali a fare la differenza.
La Mocănița: scollegati dal mondo e collegati al viaggio
Tra le esperienze più particolari c'è stata sicuramente la giornata sulla Mocănița, il treno a vapore della valle del Vaser.
Locomotiva alimentata a legna, sedili in legno, vecchia stufa nel vagone e una velocità che costringe a rallentare.
Boschi, torrenti, montagne e soste lungo il percorso per la merenda e il pranzo.
Ma c'è stato un dettaglio che ha reso tutto ancora più speciale: per buona parte della giornata non avevamo connessione internet.
Niente notifiche, niente messaggi, niente fretta. Solo il rumore del treno e il paesaggio.
Una piccola disconnessione digitale che ci ha fatto sentire ancora di più dentro un viaggio nel tempo.
Bârsana e Săpânța: l'ultimo regalo della Romania
L'ultima giornata in Romania non poteva essere più particolare.
Prima il Monastero di Bârsana, con le sue architetture in legno, l'eleganza delle forme e un interessante museo dedicato alle icone e alla vita tradizionale.
Poi Săpânța, quasi al confine con l'Ucraina. Qui abbiamo visitato il celebre Cimitero Allegro.
Un luogo conosciuto in tutto il mondo, dove al posto delle tradizionali lapidi troviamo croci di legno dipinte con colori vivacissimi.
Ognuna racconta una persona: il suo mestiere, il carattere, un episodio della vita e talvolta anche i suoi difetti, con un'ironia che cambia completamente il nostro modo abituale di pensare a un cimitero.
È un luogo dove si entra incuriositi e ci si ritrova a sorridere.
Forse uno dei modi più originali per concludere il nostro viaggio in Romania: raccontando la morte attraverso la vita.
I viaggi finiscono, i ricordi restano
Poi sono iniziati i chilometri del ritorno.
Romania, Ungheria e infine nuovamente Italia. Le ultime due giornate previste dal programma erano dedicate proprio al rientro verso il confine italiano.
Ed è strano quello che succede quando un viaggio lungo sta per terminare.
Sei ancora sulla strada, ma hai già cominciato a ricordare.
Durante una delle ultime serate abbiamo consegnato agli equipaggi la nostra cartolina ricordo di Romania Autentica.
Le abbiamo viste tutte insieme, appese ad asciugare vicino ai camper, e improvvisamente quelle immagini non erano più soltanto una fotografia.
Dentro c'erano quasi tre settimane di vita.
Le albe, i castelli, i monasteri, i chilometri, le cene, i brindisi, gli imprevisti, le battute, le stanchezze, i compleanni festeggiati in viaggio e le emozioni.
All'inizio del Road Book avevamo scritto che durante il viaggio avremmo riempito insieme la nostra “scatola di ricordi”.
Adesso possiamo dirlo.
Quella scatola è tornata a casa pienissima.
E ancora una volta abbiamo avuto la conferma della frase che accompagna il nostro #NoiconVoiTOUR:
Insieme è più bello!
Il video? Arriverà…
Abbiamo raccontato quasi ogni giornata in tempo reale, ma per il video completo di Romania Autentica servirà ancora un po' di pazienza.
Tre settimane di viaggio significano migliaia di fotografie e tantissime ore di video da rivedere, scegliere e montare.
E i ricordi belli meritano tempo.
Quindi continuate a seguirci: torneremo presto in Romania insieme, questa volta attraverso le immagini del nostro viaggio. ❤️
Grazie a tutti gli equipaggi che ci hanno accompagnato in questa esperienza. I viaggi finiscono ma le amicizie restano.
[Viaggio realizzato con la direzione tecnica dell'agenzia viaggi Avventuriamoci]





