Americhe in van: il viaggio di Paolo e Ilaria con Misultin VanLife

Americhe in van: il grande viaggio di Paolo e Ilaria con Misultin VanLife

misultin vanlife

Un viaggio lungo cinque anni, migliaia di chilometri e una casa su ruote chiamata Misultin

Ci sono viaggi che nascono come una vacanza, altri come un sogno rimandato a lungo. E poi ci sono viaggi che diventano un vero progetto di vita.

È il caso di Paolo e Ilaria, coppia comasca, da poco in pensione, viaggiatori su ruote da oltre trent’anni e oggi protagonisti di una grande avventura nelle Americhe a bordo del loro van, un Carthago Malibu 640 LE del 2015.

Il loro progetto si chiama Misultin VanLife e racconta un itinerario ambizioso: un viaggio diviso in quattro grandi tappe, nell’arco di circa cinque anni, tra Canada, Stati Uniti, Messico, Centro America e Sud America.

La prima parte è già stata completata: 10 mesi, 37.000 chilometri, Canada, Stati Uniti e Messico, con 279 soste raccolte e un diario quotidiano pubblicato online. Ora Paolo e Ilaria si preparano a ripartire per la seconda tappa, che li porterà tra Messico e Centro America.

Questo non un semplice diario di viaggio, quindi, ma una testimonianza concreta di vita itinerante, organizzazione, imprevisti, incontri e scelte quotidiane, ma un racconto del loro progetto e del loro sogno.

01 Arrivo in Canada

1) Chi sono Paolo e Ilaria di Misultin VanLife?

Siamo Ilaria e Paolo, di Como, pensionati da poco più di un anno dopo 42 e 44 anni di lavoro, e viaggiamo su “ruote” da più di 30 anni. Consideriamo la Van Life uno dei modi più speciali e utili per viaggiare, anche per brevissimi periodi, specialmente con bambini piccoli, è come essere a “casa”, ma in un altro posto.

2) Perché avete scelto proprio le Americhe?

Premesso che ci abbiamo pensato per un bel po’ di tempo, soprattutto seguendo i video di altri “viaggiatori”, due coppie, più di altre, ci hanno fatto propendere per la decisione finale: Flavia e Giorgio di “IGracchiVan” e Alessandro e Serena di “Chingon VanLife”. Abbiamo più o meno la stessa età e più o meno lo stesso mezzo… Abbiamo pensato: “Se ce la fanno loro… possiamo farcela anche noi…”. Poi un video dei Chingon VanLife in Bassa California con le balene grigie ci ha convinti del tutto, e l’incontro di persona con Alessandro e Serena e con Giada e Matteo di “in Viaggio col Ranger” ci ha dato la spinta finale..

3) Quanto durerà il viaggio e quali tappe avete già percorso?

Il nostro viaggio è diviso in 4 tappe, in 5 anni, intervallate da pause a casa.

Tappa 1 – COMPLETATA: 10 mesi / 37.000 km – Canada, USA, Messico (30.09.25 – 01.08.26). 1 mese in Canada (Nuova Scozia e Isola del Principe Edoardo, poi giù con le principali città fino alle Cascate del Niagara); 3 mesi negli USA (dalle Cascate del Niagara a Boston, poi giù lungo tutta la costa, visita delle maggiori città, fino a Miami e, seguendo la costa del Golfo, tra parchi e città fino quasi a San Diego); 3 mesi in tutta la Bassa California (giro completo); altri 3 mesi negli USA, (sulla costa del Pacifico, un mare di città e parchi, compreso Yellowstone, attraversando le Montagne Rocciose e scendendo poi verso il Messico). Poi una pausa a casa di 2 mesi e mezzo.

Tappa 2 – IN PARTENZA: Dal 15 ottobre 2026 a fine agosto 2027, (10 mesi e mezzo), tra Messico e Centro America, seguiti da una pausa a Panama di 5/6 mesi.»

Tappa 3 – IN PROGRAMMA: 1 anno, dalla Colombia, lungo la Panamericana, fino alla Terra del Fuoco e poi in Uruguay (poi pausa di 6 mesi).

Tappa 4 – IN PROGRAMMA: 1 anno, per chiudere il cerchio: Uruguay, Argentina, Paraguay, Brasile, risalita del Rio delle Amazzoni in traghetto, Venezuela e ritorno in Colombia. Il rientro del van in Europa è previsto nel 2030, dopo 5 anni di viaggio, oppure chissà…

03 Pocosin Lakes Nord Carolina

4) Con quale mezzo state viaggiando?

Il nostro van è un Carthago Malibu 640 LE del 2015, l’ultimo modello del Ducato senza AdBlue, comprato usato nel 2022 dopo una lunga ricerca in tutta Europa e trovato a Sassari, con 47.000 km e una marea di accessori, tra cui antenna satellitare automatica e doppio riscaldamento (una Truma a gas da 6000 W e un Webasto a gasolio da 2000 W).

Le modifiche fatte prima del viaggio sono state tante: meccaniche, impiantistiche e d’interni. Impianto al litio NDS per rendere il van completamente autonomo, batteria Tempra da 150 Ah, pannelli solari da 250 W + MPPT, DC-DC da 80 A, con la modifica della carica da colonnina (esclusa per permettere all’inverter da 2500 W di alimentare la cellula, compreso all'occorrenza, il frigo trivalente, senza ricaricare la batteria servizi). Piccolo frigorifero a compressore da 20 litri, portatile, reso fisso. Divisione del gavone posteriore con due sportelli che dalla cellula permettono di usare dall’interno metà del gavone. Materassi di serie sostituiti con materassi “di casa” fatti su misura. Ammortizzatori anteriori e posteriori rinforzati (abbiamo anche le sospensioni ad aria dietro), sostituzione di tutte le parti soggette a usura, dai dischi dei freni alle cuffie dei semiassi, e naturalmente cambio dei 5 pneumatici con 5 nuovi. Poi altre cose, come un microonde Whirlpool con funzione crisp, montato fisso.

Quasi tutto si è rivelato utile, anche il microonde… Sulle strade sterrate della Bassa California, poi, le sospensioni hanno fatto il loro lavoro.

Il nostro van si chiama “Misultin” (in dialetto comasco): è l’agone essiccato del Lago di Como, rappresentato con una lisca di pesce a cui abbiamo aggiunto solo le ruote. Ed è così diventato il nostro “logo”!

27 San Francisco Golden Gate

13 White Sands van al tramonto

5. Com’è organizzata la vostra vita quotidiana in viaggio?

«Premesso che organizziamo da sempre prima i nostri viaggi», dalla semplice uscita giornaliera a questo viaggio di circa 150.000 km (senza “varianti”)! Secondo noi non c’è di peggio che non sapere cosa fare e soprattutto dove andare. Una cosa è fermarsi per riposare, un’altra è avere un tempo lungo ma limitato e voler vedere tutto ciò che un posto offre. Sulla base di questa premessa vi rimandiamo al nostro sito, per farvi capire come organizziamo il viaggio, potete guardare il nostro programma di viaggio della seconda tappa.

Per le soste controlliamo sempre prima le app specifiche (iOverlander soprattutto) e Google Maps per vedere il posto, e abbiamo una regola ferrea: “Mai guidare al buio”!!! Una volta arrivati dove abbiamo deciso di fermarci, chiediamo sempre il permesso (anche se iOverlander dice che è libera): chiedere al supermercato se è possibile restare una notte non costa nulla ed evita spostamenti indesiderati. Chiediamo ai locali, chiediamo al primo poliziotto che incontriamo e, altra regola fondamentale, preferiamo dormire nella piazza del paese che in un luogo appartato. Per tutto il resto della vita a bordo ci affidiamo al “Santo Google” e alle app specifiche, e chiediamo ai locali. Tantissime volte abbiamo fatto acqua alle “depuradoras” con la canna o con il bidone e l’imbuto… Sempre trovato tanta gentilezza e disponibilità!

Per la lavanderia è semplice: in Canada e USA con gettoni e monete da 25 centesimi (“quarters”); in Messico si consegna quello che si vuole lavare e dopo 3/4 ore si passa a ritirarlo, lavato e piegato (a un prezzo irrisorio…).

Per la sicurezza, oltre al classico antifurto, utilizziamo due dash cam Garmin attive 24 ore su 24, una davanti e una dietro. Per internet abbiamo l’antenna Starlink Mini fissa sul tetto sempre attiva, anche in viaggio, oltre a due SIM messicane Telcel attive anche per Canada e USA. TV con Fire Stick per “vedere” i canali italiani tramite VPN. Documenti: abbiamo fatto la patente internazionale, per sicurezza. Alle dogane usiamo sempre tanta pazienza e gentilezza e, in cambio, abbiamo sempre trovato altrettanta gentilezza, comprensione e disponibilità dall’altra parte. Siamo ospiti nei Paesi in cui chiediamo di entrare: non bisogna mai dimenticarlo!

36 Cruscotto Hermosillo 51 gradi

6. Avete raccolto oltre 270 punti sosta: come li selezionate e cosa significa per voi “sosta sicura”?

Come premessa chiariamo da dove provengono i dati dei punti sosta. Noi utilizziamo l’applicazione “Seguimi” di Google Maps, completamente gratuita, che ha l’enorme vantaggio di ricordarsi dove si è passati, registrando le coordinate e il tempo di sosta. Quando si scaricano tutti quei dati, migliaia di punti GPS, è facile stabilire sia la rotta, sia le permanenze in un singolo punto. Le soste che abbiamo salvato sono quelle più lunghe (la notte, per esempio), per le ore o i giorni in cui ci siamo fermati in quei luoghi.

Ma ribadiamo il concetto, per noi fondamentale: la sosta sicura è quella che si sceglie prima di partire la mattina e che si verifica una volta sul posto. Poi seguiamo sempre la regola: mai guidare di notte, chiedere sempre e restare visibili a tutti, «e preferire la piazza del paese a un posto isolato».

21 Porto Adolfo Lopez Mateos

7. Quali sono state finora le emozioni più forti del viaggio?

È quasi impossibile scegliere un posto o una situazione, ma ci proviamo in due parole. 

Canada: assomiglia al Nord della Francia, “Ordinato”! 

Stati Uniti: l’aggettivo corretto è “Immenso”. 

Bassa California (Messico): “Emozionante”, forse il posto che ci è piaciuto di più e dove abbiamo avuto l’emozione più forte, proprio quella che, più di altre, ci ha fatto decidere di partire: l’incontro con le balene grigie! 

Messico continentale: “Caloroso”. Lo abbiamo visitato poco e in fretta, e la cosa più bella per noi è stata il calore e la disponibilità della gente!

19 Balena grigia Laguna Ojo de Liebre

8. E quali sono state invece le difficoltà più grandi?

Gli imprevisti ci sono sempre nella vita, una volta che si è fatto il possibile per evitarli, bisogna affrontarli con calma e pazienza. Ci siamo trovati in difficoltà in Bassa California nel tentativo di raggiungere un punto: strada infame! Si è rotta l’elettroventola del raffreddamento (le ventole giravano, ma assorbivano troppa corrente facendo saltare il fusibile…). È successo a La Paz, dove per fortuna c’è l’assistenza Fiat: abbiamo ordinato il pezzo e lo abbiamo aspettato in un campeggio lì vicino, sul Mare di Cortés.

Salute: tutto ok, tranne una serie di raffreddori dovuti al clima gelido dei supermercati USA. Clima perfetto per nove mesi su dieci, con solo 5/6 giorni di pioggia e temperature sempre ottime. L’ultimo mese, in piena estate, abbiamo toccato i 51 gradi a Hermosillo in Messico, e anche sull’oceano 40 gradi, con temperature dell’acqua a 35, siamo scappati sull’altipiano, a 2500 metri, dove la temperatura era perfetta, tra i 15 e i 28 gradi…

37 Officina Tepotzotlan

9. C’è un Paese o una zona che vi ha sorpreso più del previsto?

Altra premessa: noi NON pubblichiamo mai le cose negative che vediamo nei vari Paesi. Per noi è rispetto per posti che in realtà non conosciamo e non capiamo. Ribadiamo: siamo ospiti in questi Paesi, chi siamo noi per giudicare, o ancora peggio pubblicare, cose che reputiamo negative!

In positivo avremmo troppe cose da raccontare, e fare una classifica sarebbe ingiusto verso i posti e le persone che ci hanno accolto, per questo le cose positive le scriviamo ogni giorno nel nostro Diario di viaggio pubblicato giornalmente.

10. Quali consigli dareste a chi sogna un viaggio lungo nelle Americhe con il proprio mezzo?

Il primo consiglio, secondo noi il più importante: informatevi prima su tutto quello che vi può servire e fatevi un piano di viaggio, calcolando prima di tutto le stagionalità e poi i visti, vostri e del mezzo.

Date un’occhiata ai costi e confrontate il vostro budget con i costi preventivati: nelle ultime pagine del nostro diario di viaggio abbiamo pubblicato i nostri costi (ribadiamo, i “nostri”), che possono servire a chi vuole confrontarli con i propri preventivi.

Sappiate che in Canada e USA è quasi impossibile riparare un mezzo europeo, perciò regolatevi di conseguenza. Cambiate tutto il “cambiabile”, controllate tutto il “controllabile”, portatevi i ricambi basici essenziali. Fate manutenzione preventiva, noi per dire facciamo il cambio olio a 10.000 km con il giro gomme (su 5 gomme). Meglio una spesa preventiva a casa e per anticipare la manutenzione classica, che una spesa imprevista, e sicuramente salata, in viaggio.

Noi siamo arrivati da Anversa ad Halifax, in Canada, con la Sea Bridge, perché è tutto più semplice e sicuro. Ma il Canada è legato alla stagionalità: al primo ottobre eravamo al limite, e al 31 ottobre alle Cascate del Niagara c’erano 4/5 gradi…

Abbiamo assicurato il nostro van con la Seguros Gringo Messicana, valida sia in Messico che in Canada e USA. Visto turistico: Canada 6 mesi, USA 3 + 3 mesi, Messico 6 mesi. Per il van, il permesso di importazione temporanea dura 1 anno per Canada e USA e 5 oppure 10 anni per il Messico. Abbiamo fatto l’unica Assicurazione Sanitaria disponibile (dato la nostra età) con la Columbus.

Nella nostra pagina web trovate il programma di viaggio dedicato alla seconda tappa, con tutte le indicazioni su visti e permessi temporanei dei Paesi del Centro America che attraverseremo. 

11. Qual è la cosa più importante che questo viaggio vi sta insegnando?

Difficile rispondere a questa domanda. Viaggiare, abbiamo sempre viaggiato. Vivere in poco spazio: dopo un po’ ci si abitua ed è anche pratico. Le persone che abbiamo incontrato sono sempre state gentili e cordiali, e anche incontrare altri viaggiatori overlander è stato bello e interessante. Su una cosa vorremmo soffermarci: il “noi stessi”. Per noi aiuta molto la divisione dei compiti, Paolo guida, mentre Ilaria si occupa di fotografare e filmare in viaggio e aiuta con il navigatore; lei tiene anche la contabilità e prepara da mangiare, mentre Paolo si occupa dei social e della parte multimediale ed elettronica del viaggio. Massima fiducia di entrambi e… nel caso di discussione… pausa sigaretta: funziona sempre! Avere una routine di comportamenti aiuta tantissimo: in fin dei conti siamo a “casa”, una casa su ruote che cambia location ma resta comunque “casa”. Per questo la priorità è la sua salvaguardia.

Ma una cosa non va dimenticata: la mettiamo per ultima, ma non è assolutamente l’ultima. Quando si parte per un viaggio simile bisogna mettere in conto che a casa si lascia un pezzetto di cuore. Noi abbiamo lasciato i figli e la nuora e, mentre eravamo in viaggio, è arrivato un fantastico nipotino. Viaggiare non costa solo il prezzo del gasolio… costa anche la consapevolezza che qualcosa è rimasto lontano e, anche se le videochiamate si possono fare, uno sguardo, una parola dal vivo o la semplice possibilità di tenere un nipotino in braccio sono cose che un po’ pesano nel bilancio della vita Van Life. Questo bisogna sempre tenerlo presente, anche solo per bilanciare il pensiero di fare un viaggio simile.

12. Dove si può seguire il vostro viaggio?

Sito web:  https://misultinvanlife.com/ – dove trovate il diario completo della prima parte del viaggio, la mappa interattiva di dove siamo stati, la mappa delle soste, il nuovo diario che si autoalimenta con i post su Facebook e il nuovo programma di viaggio completo.

Facebook: Misultin VanLife – https://www.facebook.com/61566568764126 - dove trovate i nostri post in anteprima, con musiche ecc.

Instagram:  https://www.instagram.com/misultinvanlife/ dove trovate le migliori foto e video pubblicati ogni giorno.

YouTube: https://www.youtube.com/@misultinvanlife – dove abbiamo pubblicato pochi video (per mancanza di tempo), ma che useremo nel prossimo viaggio per pubblicarne molti di più, brevi.


Un viaggio da seguire, più che da copiare

Quello di Paolo e Ilaria non è un itinerario da replicare in pochi giorni e nemmeno una vacanza tradizionale.

È un grande progetto di viaggio, costruito con tempo, preparazione, curiosità e capacità di adattamento. Un’esperienza che può offrire spunti preziosi a chi sogna un lungo viaggio extra Europa con il proprio mezzo, ma anche a chi ama semplicemente leggere storie autentiche di vita itinerante.

Perché, come scrivono loro, condividere è un modo per moltiplicare l’esperienza.

E in fondo è proprio questo lo spirito più bello del viaggio. 

Sapete qual è il loro motto? "Il nostro non è un viaggio per fuggire dalla vita, ma un viaggio affinché la vita non ci sfugga!"


E ora godetevi un piccolo assaggio di foto con questa galleria!

 

 

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