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Monteriggioni in camper: la porta del Medioevo sulla Via Francigena

Consigli pratici per organizzare la visita al borgo toscano
di Marzia Mazzoni
Ci sono luoghi che non hanno bisogno di grandi presentazioni: basta arrivare, alzare lo sguardo e lasciarsi sorprendere. Monteriggioni in provincia di Siena è uno di questi.
Un borgo piccolo, raccolto, scenografico, racchiuso da una cinta muraria che sembra ancora oggi custodire storie, battaglie, pellegrini e viaggiatori. Una di quelle soste che magari si inseriscono in itinerario quasi per caso, magari durante un viaggio in Toscana o lungo la Via Francigena, e che poi si rivelano una piacevole scoperta.
Per noi Monteriggioni era da tempo nella lista dei luoghi da visitare. Finalmente siamo riusciti a fermarci e possiamo dirlo subito: merita davvero.
Monteriggioni, un borgo fortificato che sembra sospeso nel tempo

Monteriggioni è considerato uno dei borghi medievali fortificati meglio conservati d’Italia. Fu costruito nel XIII secolo dalla Repubblica di Siena come roccaforte difensiva contro Firenze, in una posizione strategica di controllo sul territorio circostante.
La sua particolarità è proprio questa: non è un borgo cresciuto in modo disordinato nei secoli, ma una fortezza compatta, racchiusa dentro mura possenti, con un profilo immediatamente riconoscibile.
Arrivando dal basso, le mura e le torri creano un impatto scenografico notevole. Monteriggioni appare quasi come una corona di pietra appoggiata sul colle, perfetta nella sua semplicità.
Non a caso, questo profilo colpì anche Dante Alighieri, che citò Monteriggioni nel XXXI Canto dell’Inferno, paragonando le sue torri ai giganti che emergono dal pozzo di Malebolge.
Entrare nel borgo: pochi passi e si cambia epoca

La visita a Monteriggioni non richiede grandi spostamenti. Una volta varcata la porta di accesso al borgo, ci si ritrova subito immersi in un’atmosfera medievale molto suggestiva.
Le dimensioni sono contenute, e questo è uno dei suoi punti di forza: si cammina con calma, senza fretta, osservando le case in pietra, le botteghe, gli scorci e i dettagli che rendono il borgo così armonioso.
Il cuore del paese è la piazza principale, raccolta e piacevole, dove vale la pena fermarsi qualche minuto anche solo per guardarsi intorno. È uno di quei luoghi in cui non serve correre da una parte all’altra: Monteriggioni si visita lentamente, lasciandosi guidare dall’atmosfera.
Il camminamento sulle mura

Una delle esperienze da fare, se aperto e accessibile, è la salita al camminamento sulle mura.
Dall’alto si può ammirare il borgo da una prospettiva diversa e lo sguardo si apre anche verso il paesaggio circostante, tra colline, campagna toscana e scorci sulla Val d’Elsa.
Il camminamento non è lunghissimo, anzi si potrebbe rimanere delusi perché in Italia esistono città murate con situazioni più importanti, ma questo è comunque suggestivo, soprattutto perché permette di percepire meglio la funzione difensiva della fortezza. Camminare sopra le mura aiuta a immaginare Monteriggioni non solo come borgo turistico, ma come presidio militare senese, pensato per controllare un territorio di confine.
Consiglio pratico: prima della visita è meglio verificare sempre l’apertura aggiornata del camminamento, perché in alcuni periodi può essere aperto solo parzialmente.
Monteriggioni in Arme: il museo dove si indossano le armature

Tra le visite che ci sono piaciute di più c’è sicuramente il percorso “Monteriggioni in Arme”.
Si tratta di un’esposizione dedicata ad armi e armature medievali e rinascimentali, con riproduzioni, modellini e spiegazioni legate alla storia militare della fortezza.
La parte più divertente? La possibilità di indossare alcune repliche di armature e maneggiare alcuni elementi ricostruttivi. È un’esperienza semplice, ma coinvolgente, che rende la visita più dinamica e interessante anche per chi non è particolarmente appassionato di storia militare.
Noi ci siamo divertiti molto: per qualche minuto ci si lascia prendere dal gioco e ci si ritrova catapultati ancora di più nell’atmosfera medievale del borgo.
È una visita adatta anche alle famiglie con bambini e ragazzi, proprio perché permette di rendere la storia più concreta e meno “da museo tradizionale”.
Il museo archeologico: Monteriggioni prima del castello

Oltre al Medioevo, Monteriggioni racconta anche una storia più antica.
Con il biglietto cumulativo (museo Monteriggioni in arme – camminamento – museo archeologico) è possibile visitare anche il percorso espositivo archeologico, dedicato a “Monteriggioni prima del castello”, che permette di conoscere meglio le radici del territorio prima della costruzione della fortezza senese.
È una visita interessante perché completa il racconto del borgo: non solo mura, torri e Medioevo, ma anche tracce più antiche, legate alla presenza etrusca e alla storia della Valdelsa.
Il museo archeologico si trova ad Abbadia Isola, che dista 4/5 chilometri da Monteriggioni, altro luogo legato alla Via Francigena e al territorio di Monteriggioni. Per chi ha un po’ più di tempo, può essere una buona occasione per allargare la visita oltre il borgo murato.
Biglietto cumulativo: musei e camminamento
Al momento della nostra visita (maggio 2026) abbiamo acquistato un biglietto cumulativo di 5 €, che comprendeva la visita ai due musei e la salita al camminamento sulle mura.
È una soluzione molto comoda perché consente di vivere Monteriggioni in modo più completo, andando oltre la semplice passeggiata nel borgo.
Come sempre, consigliamo di verificare presso l’ufficio turistico eventuali aggiornamenti su tariffe, orari e aperture, soprattutto per il camminamento sulle mura, che può subire variazioni.
Quanto tempo serve per visitare Monteriggioni?
Monteriggioni non è un borgo grande, ma questo non significa che vada liquidato in pochi minuti.
Per una passeggiata nel borgo può bastare anche un’ora, ma se si vuole visitare il museo, salire sul camminamento, fermarsi in piazza e godersi un po’ l’atmosfera, meglio considerare almeno due o tre ore.
Se poi si vuole abbinare anche Abbadia Isola e il museo archeologico, oppure percorrere un tratto della Via Francigena, la sosta può tranquillamente diventare di mezza giornata.
Il nostro consiglio è di non viverla come una visita “mordi e fuggi”: Monteriggioni è piccola, ma va assaporata.
Monteriggioni in camper: dove sostare

Per chi viaggia in camper, Monteriggioni è una tappa molto comoda, perché ci sono due soluzioni diverse a seconda delle esigenze: l’area attrezzata e il parcheggio diurno sotto le mura.
Area camper “La Posta” (a pagamento)
📍 L’area camper “La Posta” si trova in Via Cassia Nord, a circa 400 metri dalle mura di Monteriggioni.
È la soluzione più completa per chi desidera sostare con più tranquillità, magari fermarsi anche per la notte o avere a disposizione i servizi.
L’area è accessibile 24 ore su 24 tramite sbarre automatiche e dispone di stalli per camper, servizi igienici, docce (con moneta), allaccio elettrico, lavandini, carico e scarico acqua e illuminazione.
È quindi la scelta più adatta per chi cerca una sosta vera e propria, con la comodità dei servizi e la possibilità di raggiungere il borgo a piedi in pochi minuti.
Da qui si arriva alle mura con una breve passeggiata, senza necessità di spostare il mezzo.
Parcheggio diurno sotto le mura (a pagamento)
📍 In alternativa, per una visita più veloce, c’è il parcheggio diurno sotto le mura.
Questa soluzione è comoda se si vuole visitare Monteriggioni durante il giorno e ripartire dopo la passeggiata. Il grande vantaggio è la vicinanza immediata al borgo: si parcheggia e in pochi minuti si è già all’ingresso.
La differenza principale rispetto all’area camper è proprio nei servizi: il parcheggio diurno è pensato per la sosta breve e per la visita, mentre l’area camper “La Posta” è più indicata per chi ha bisogno di carico/scarico, corrente, servizi e una sosta più strutturata.
In sintesi: per una visita breve va benissimo il parcheggio sotto le mura; per fermarsi con più calma, pernottare o utilizzare i servizi, meglio scegliere l’area camper.
Monteriggioni e la Via Francigena

Monteriggioni si trova lungo la Via Francigena, e questo aggiunge fascino alla visita.
Ancora oggi il borgo è una tappa significativa per molti camminatori e pellegrini che attraversano la Toscana seguendo questo storico itinerario. Vedere arrivare persone a piedi, con zaino e bastoncini, rende ancora più evidente quanto questo luogo sia stato, e continui a essere, un punto di passaggio e di incontro.
Per chi viaggia in camper, Monteriggioni può diventare anche una bella occasione per abbinare la visita al borgo a una breve passeggiata nei dintorni, magari seguendo un piccolo tratto del percorso francigeno.
Vale la pena visitare Monteriggioni?
Sì, assolutamente.
Monteriggioni è una tappa piccola ma ricchissima: mura, torri, musei, camminamento, atmosfera medievale e una posizione molto comoda per chi viaggia in camper.
È uno di quei borghi che riescono a colpire subito, senza bisogno di effetti speciali. Non serve riempire la giornata di mille cose: basta entrare, camminare, salire sulle mura, fermarsi in piazza e lasciarsi trasportare dalla storia.
Per noi è stata una sosta molto piacevole, finalmente spuntata dalla nostra lista dei luoghi da vedere.
E se amate i borghi fortificati, la Toscana medievale, la Via Francigena e le visite facili da organizzare anche in camper, Monteriggioni merita davvero un posto nel vostro itinerario.
Informazioni pratiche in breve
Dove si trova:
Monteriggioni, provincia di Siena, Toscana.
Ideale per: visita a un borgo medievale, sosta in camper, itinerario sulla Via Francigena, weekend in Toscana.
Tempo di visita consigliato: da 2 a 3 ore per borgo, camminamento e museo; mezza giornata se si aggiunge anche Abbadia Isola.
Da vedere: mura, torri, piazza principale, camminamento, Museo Monteriggioni in Arme, museo archeologico ad Abbadia Isola.
Sosta camper: area attrezzata “La Posta” con servizi oppure parcheggio diurno sotto le mura.
Consiglio: verificare sempre prima della visita orari, aperture del camminamento e tariffe aggiornate.
Indice Itinerari e Mete
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Arquà Petrarca: uno dei Borghi più belli d’Italia incastonato nei Colli Euganei

Cosa vedere ad Arquà Petrarca, il borgo veneto del poeta
di Marzia Mazzoni
Con gli occhi ancora pieni della magia dei mandorli in fiore e della nostra passeggiata sul Monte Fasolo (se te la sei persa, recuperala: è un piccolo spettacolo di primavera - eccola → Mandorli in fiore sui Colli Euganei: un trekking tra bianco, rosa e libertà), rimettiamo in moto il camper e ci spostiamo di pochissimi chilometri. Destinazione: Arquà Petrarca (PD - m 80 slm), uno dei borghi più belli d’Italia. E sì, per un soffio nel 2017 poteva diventare anche “Borgo dei Borghi” nel concorso di Rai3, si aggiudicò il secondo posto e uno stendardo all’inizio del paese ricorda questo.
Appena arrivati capiamo perché è così amato: il borgo è raccolto, scenografico, e sembra appoggiato con delicatezza sulle colline.
Dove lasciare il camper e come entrare nel borgo

Noi abbiamo lasciato il camper nel parcheggio misto terrazzato a pagamento (comodo e ordinato) e da lì siamo saliti a piedi.
Consiglio spassionato: scarpe comode, perché Arquà non si visita “di corsa” e per raggiungere i punti più iconici c’è un po’ di salita… ma è una di quelle fatiche che ripaga a ogni curva.
Punto sosta: parcheggio terrazzato a pagamento in Via Fontana 3 (Arquà Petrarca).
Arquà Petrarca: il borgo del poeta (e non solo)

Arquà Petrarca si trova nel Parco Regionale dei Colli Euganei ed è inserito nel circuito de “I Borghi più belli d’Italia” come dicevamo all'inizio.. Qui tutto parla di colline: ulivi, vigne… e sì, anche mandorli. È un posto che mantiene un fascino medievale autentico, fatto di viuzze, pietra, scorci che sembrano creati apposta per rallentare.
Ma il legame più forte è con lui: Francesco Petrarca, che visse qui gli ultimi anni della sua vita (fino al 1374) e qui è ancora oggi “di casa”.
La Loggia dei Vicari e le viuzze “instagrammabili”

Mentre si sale verso la parte alta, il borgo regala una sequenza continua di dettagli: archi, scorci, scalette, angolini dove ti viene naturale fermarti a guardare.
Tra i punti che catturano subito l’occhio c’è la Loggia dei Vicari, che dà proprio quell’idea di “borgo importante”, nonostante le dimensioni raccolte.
La Casa del Petrarca: visita che vale il biglietto

La tappa che non può mancare è la Casa del Petrarca, in via Valleselle 4.
La visita è a pagamento e, al momento (marzo 2026), il biglietto intero è 6 € (con riduzioni previste, ad esempio per over 65 e altre categorie/convenzioni: vale sempre la pena chiedere in biglietteria).
E te lo dico come lo direi a un’amica/a: il costo ne vale davvero la pena. Non è solo “una casa”: è un viaggio nel tempo. La dimora ha origini medievali, venne modificata nel tempo e conserva ambienti legati al mito petrarchesco (compreso lo studiolo associato agli ultimi momenti del poeta). Anche la storia delle trasformazioni successive - tra interventi rinascimentali e passaggi di proprietà - racconta quanta “forza” simbolica abbia avuto questo luogo nei secoli.
(Nota pratica: prezzi e orari possono variare; io controllo sempre il sito ufficiale prima di partire.)
https://padovacultura.padovanet.it/it/musei/casa-del-petrarca
La tomba del Petrarca: un luogo che fa impressione (e un piccolo giallo)

Prima di lasciare Arquà, per noi è stato doveroso passare in piazza a vedere la tomba in marmo rosa. È imponente, e ti fa capire quanto questo borgo sia legato al suo poeta.
E poi c’è un dettaglio che molti non conoscono: nel tempo, l’autenticità dei resti ha alimentato un vero “giallo”. Nel 2004 analisi e studi hanno portato a un esito sorprendente sul cranio custodito nell’arca (attribuito a una donna vissuta prima dell’epoca del poeta), mentre nel corso dei secoli non sono mancati episodi di manomissione e sottrazioni.
Noi però, davanti a quella tomba, abbiamo scelto la via più semplice: credere che lì, in qualche modo, ci sia ancora il cuore della sua storia. E Arquà, quello, lo custodisce benissimo.
Giuggiole e “spritz euganeo”: l’aperitivo che sa di Colli Euganei

Arquà Petrarca ha anche un altro simbolo: le giuggiole, frutti legati alla tradizione locale e celebrati con feste e appuntamenti dedicati.
E se ti fermi per un aperitivo, c’è una cosa che merita la menzione: lo spritz euganeo, quello “con la giuggiola”. Nato proprio qui, è diventato un piccolo manifesto del territorio: ti siedi, guardi il borgo scorrere lento, e lo accompagni con un tagliere… e ti sembra di essere in vacanza anche se sei a pochi chilometri da casa.
Prima di ripartire
Arquà Petrarca è una di quelle mete perfette “da camperisti”: ci arrivi facilmente, la visiti a piedi, ti godi atmosfera e sapori, e riparti con la sensazione di aver vissuto qualcosa di vero.
Noi siamo tornati al camper lasciandoci alle spalle il borgo con una promessa: tornarci, magari in un’altra stagione, per vederlo cambiare colore. Capita anche a voi di lasciare un luogo… e promettervi di rivederlo?
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Valvasone in camper: cosa vedere nel borgo medievale (e dove sostare gratis)

Un borgo friulano che in silenzio ti sorprende
di Marzia Mazzoni
Arrivi pensando di fare una tappa piacevole… e riparti con la sensazione di aver scoperto una piccola perla. Valvasone, in provincia di Pordenone, è uno di quei posti. Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, ci accoglie con un dettaglio che per noi viaggiatori fa già la differenza: un’area camper gratuita, con carico, scarico e allaccio corrente.
Ma non è solo questo. È un borgo che custodisce storia, arte, fede e un castello capace di lasciare davvero a bocca aperta.
Dove sostare a Valvasone in camper: un’area sosta da 10 e lode

📍 Area sosta gratuita
Via Pier Paolo Pasolini 20
- Carico e scarico
- Allaccio corrente gratuito
- Sosta massima: 48 ore al mese
- Zona tranquilla, vicino a un parco giochi
- Centro storico raggiungibile a piedi in pochi minuti
- WiFi gratuita
Un esempio concreto di accoglienza intelligente. Quando un borgo investe su una sosta funzionale e gratuita, dimostra di credere in un turismo lento e rispettoso.
💡 Il consiglio di Marzia e Lorenzo
Quando troviamo borghi come Valvasone, che investono risorse per offrirci un’accoglienza così curata e gratuita (perfino l’elettricità!), ci piace sempre ricordare quanto sia importante sostenere l’economia locale.
Un gesto semplice, come fare la spesa nelle botteghe del centro, fermarsi per un aperitivo o gustare un frico in trattoria, è il nostro modo per dire "grazie" alla comunità. È un circolo virtuoso: se dimostriamo che il turismo in camper porta valore, sempre più borghi apriranno le porte alla nostra passione!
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Dal parcheggio si parte a piedi verso il centro storico, attraversando un contesto ordinato e curato. Una delle prime cose che notiamo sono le insegne in bilinguismo: un dettaglio che racconta identità e appartenenza.
Villa della Donna Stoinoff: un giardino segreto alle porte del borgo

Poco prima di entrare nel cuore medievale, si incontra Villa della Donna Stoinoff, elegante residenza dalle origini seicentesche, ampliata nel XIX secolo
Circondata da un raffinato giardino all’italiana del 1936, tra magnolie, sophore e osmanthus fragrans, custodisce la memoria di una famiglia legata alla storia rurale del territorio.
Durante il Festival delle Dimore Storiche del Friuli Venezia Giulia è possibile visitarla insieme ai giardini: un’esperienza che unisce natura e memoria.
Il Duomo di Valvasone e il tesoro del Rinascimento veneziano

Entriamo nel borgo medievale, davvero ben tenuto.
Il Duomo si impone con la sua facciata a due color su piazza Libertà: fu consacrato nel 1484 per ospitare la reliquia della Sacra Tovaglia, legata a un miracolo avvenuto poco distante.
All’ingresso colpisce una porta insolita, ma è all’interno che si trova uno dei tesori più preziosi: un organo monumentale del ’500, perfettamente funzionante.
È l’unico superstite ancora esistente in Italia della tradizione rinascimentale veneziana. Decorato con fregi dorati e portelle dipinte da Pomponio Amalteo e Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone, rappresenta un capolavoro assoluto.
Non abbiamo avuto la fortuna di ascoltarlo - viene suonato solo in eventi speciali - ma anche solo ammirarlo da vicino è un’emozione. Da solo, vale il viaggio.
Con grande disponibilità, il parroco ci mostra la reliquia della Sacra Tovaglia e ci racconta il miracolo e alcune curiosità legate alla diocesi. Sono quei momenti non programmati che rendono un itinerario speciale.
La Chiesetta dei Santi Pietro e Paolo e Antonio Abate: tra leggende e radici antiche

Poco distante si trova la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, costruita in stile romanico sui resti di quello che - secondo una leggenda - era un tempietto dedicato a Giove.
Nel tempo ha subito diverse trasformazioni architettoniche che le hanno conferito l’attuale facciata principale in stile neoclassico.
All’interno custodisce opere di grande interesse:
- una pala d’altare raffigurante la Sacra Visitazione
- un meraviglio ciclo di affreschi del '400
- due statue lignee del XV secolo raffiguranti San Paolo e Sant’Antonio Abate
- un Organo Positivo di scuola veneta della fine del XVI secolo
Accanto alla chiesa si trovava anche un antico ospitale, testimonianza della funzione di accoglienza che il borgo ha sempre avuto nel corso dei secoli.
Se il Duomo emoziona per imponenza e unicità, la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo e Antonio Abate affascina per il suo legame con le radici più antiche del territorio.
Passeggiando tra vicoli, affreschi e antichi mulini

La scoperta di Valvasone prosegue tra palazzi affrescati, scorci suggestivi e un mulino alimentato dai canali che attraversano il borgo.
Valvasone significa “terra del lupo”. Un nome che evoca radici antiche e che contribuisce al fascino di questo luogo raccolto e autentico.
Il Castello di Valvasone: una visita guidata dall'effetto "Wow"

La vera punta di diamante del borgo è il Castello. La visita è possibile solo con guida e a orari prestabiliti. Il costo (febbraio 2026) è di € 6 a persona per circa un’ora.
Prenotiamo e partecipiamo alla visita accompagnati da Claudia, guida preparata e appassionata, capace di raccontare il castello con entusiasmo e coinvolgimento.
Scopriamo le sue vicissitudini: da struttura militare a dimora nobiliare, distruzioni e ricostruzioni, affreschi interpretati con competenza, un delizioso teatrino interno, un affascinante soffitto in legno a pettenelle.
Il castello è monumento nazionale e ha ospitato personaggi illustri come Napoleone Bonaparte, Papa Gregorio XII e Papa Pio VI. Qui l’effetto wow è reale. Non solo per la bellezza, ma per il modo in cui la storia viene raccontata.
Cosa mangiare a Valvasone: i sapori del Friuli

Nel borgo sono presenti trattorie dove gustare piatti tipici friulani come:
- Frico
- Baccalà
- Cucina locale stagionale
Una pausa gastronomica qui completa perfettamente la visita oppure gustarsi un aperitivo seduti in qualche dehors per godersi il ritmo slow del paese.
Perché scegliere Valvasone per il tuo prossimo viaggio in Friuli
Pier Paolo Pasolini scriveva:
“Valvasone è bello perché è blasonato. E dunque a Valvasone si addirebbe l'inno, non la cronaca…”
Una frase che sintetizza perfettamente l’eleganza e la nobiltà discreta di questo borgo.
Valvasone non è una meta da turismo mordi e fuggi.
È una tappa ideale per chi viaggia in camper e cerca:
- borghi autentici
- arte e storia di livello
- sosta comoda e funzionale
- ritmi lenti
Noi abbiamo ripreso il viaggio con la sensazione di aver scoperto un luogo capace di sorprendere davvero.
Se amate i borghi meno affollati, ma con contenuti culturali importanti, segnatevelo!
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Narni e il Sacro Speco di San Francesco: un viaggio tra storia, mistero e spiritualità

Cosa vedere a Narni in un giorno: storia, sotterranei e religiosità tra le colline umbre
di Mazzoni Marzia
L'arrivo a Narni e la scoperta di un borgo senza tempo

Parcheggiamo il camper in un’area mista, condivisa con le auto, poco capiente (quindi è bene arrivare presto!), ma comoda per accedere al borgo. Un sistema di ascensori ci porta direttamente nel cuore del centro storico, permettendoci di evitare dislivelli impegnativi.
La prima tappa è l’Ufficio del Turismo (Info Point piazza dei Priori 3), dove ritiriamo una mappa chiara e dettagliata: un alleato prezioso per esplorare Narni a piedi, senza perderci nessuna delle sue meraviglie.
Narni si trova in provincia di Terni a circa 240 metri sul livello del mare e il suo centro storico conserva ancora oggi l’antica suddivisione in tre terzieri: Fraporta, Mezule e Santa Maria. Ogni anno, nel mese di maggio, questi terzieri si sfidano nella suggestiva Corsa all’Anello, una rievocazione storica medievale tra le più affascinanti dell’Umbria. L’evento prevede cortei in costume, cerimonie tradizionali e una gara equestre in cui i cavalieri devono infilare con la lancia un anello sospeso, rievocando antiche competizioni cavalleresche. Un tuffo nel Medioevo che rende viva l’identità profonda della città.
E mentre camminiamo, non possiamo fare a meno di chiederci: sarà questa la vera Narnia?
Sì, proprio quella delle Cronache di Narnia scritte da C.S. Lewis. E in effetti è così: lo scrittore britannico, affascinato dal nome trovato su un’antica mappa dell’Impero Romano (la Tabula Peutingeriana), rimase colpito dal suono "mistico" di Narnia (nome latino di Narni) e lo scelse per dare vita al suo universo fantastico. Sebbene le cronache non siano ambientate in Umbria, quel nome evocativo e potente affonda davvero le sue radici qui.
E già solo questo dettaglio aggiunge un alone di magia alla visita.
Chiese, musei e la Rocca: bellezza ad ogni angolo

Narni è un intreccio di vicoli, archi e scalinate, un luogo dove la pietra racconta secoli di storia. Le chiese che incontriamo lungo il cammino – come Santa Maria Impensole giusto per citarne una minore – custodiscono affreschi e statue che meritano una sosta lenta, uno sguardo attento; da vedere assolutamente la cattedrale di San Giovenale.
Passeggiando tra i palazzi storici che custodiscono musei interessanti e permettono di comprendere meglio il passato di questo borgo. Ci imbattiamo pure nella casa di Gattamelata, un nome che avevamo sentito sui banchi di scuola, ma al momento non ricordavamo perché fosse entrato nei libri di storia. Le comode targhe apposte a lato dei monumenti servono anche a questo! Il Gattamelata fu un capitano di ventura vissuto alla fine del 1300 e inizi 1400, la sua figura ispirò Donatello per la celebre statua equestre che oggi si trova a Padova
Poi, saliamo fino alla Rocca Albornoz, fortificazione del XIV secolo costruita su progetto del cardinale Egidio Albornoz.
Il cuore segreto: la meraviglia di Narni Sotterranea
Credits foto Narni sotterranea
Ma è nel sottosuolo che Narni custodisce il suo segreto più affascinante. La visita a Narni Sotterranea, da prenotare, è una vera e propria esperienza emotiva e culturale. Ad accoglierci c'è Roberto, una guida che è anche testimone diretto del ritrovamento.
Alla fine degli anni ‘70, lui e un gruppo di giovani speleologi del posto individuarono un piccolo foro sospetto all’interno di una vecchia struttura. Quel foro si rivelò l’ingresso a un mondo dimenticato: una chiesa rupestre risalente all’anno Mille, straordinariamente intatta, seguita da una serie di ambienti legati al Tribunale dell’Inquisizione.
La narrazione di Roberto* è coinvolgente, affascinante, curiosa e ci accompagna per un’ora e quaranta minuti in un viaggio che attraversa secoli: la sala delle torture, la cella segreta con iscrizioni esoteriche, un’ipotesi sulla presenza di legami massonici, ma anche tanto mistero ancora da decifrare.
*Roberto è uno dei ragazzi che negli anni '70 scoprì questo luogo grazie alla sua passione per la speologia. Racconta di questo luogo con passione e devozione. Dopo pochi giorni dalla nostra visita, scopriamo sui canali social che il 2 giugno (2025) è stato insignito del titolo di Ufficiale della Repubblica, un'onorificenza di Ufficiale Merito della Repubblica Italiana, su decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Noi di Vacanzelandia ci complimentiamo con Roberto perché se lo merita questo riconoscimento.
Ci portiamo via stupore e riflessione. È davvero un luogo indimenticabile!
NARNI SOTTERRANEA
PRENOTAZIONE TELEFONICA OBBLIGATORIA
CHIAMA ORA (9-18)
+39 339.10.41.645 Associazione Culturale Subterranea
SITO UFFICIALE: Narni sotterranea
Un ultimo incanto: il Convento del Sacro Speco

Lasciamo Narni e ci spostiamo di circa 15 km, verso un luogo che già dal nome sembra promettere silenzio e spiritualità: il Convento del Sacro Speco di San Francesco.
Immerso nel bosco, isolato dal mondo, questo santuario è un luogo di grande pace e raccoglimento, costruito nel punto esatto dove, secondo la tradizione, San Francesco sostò durante uno dei suoi pellegrinaggi.
All’interno si trova il pozzo del miracolo: si racconta che qui il santo trasformò l’acqua in vino per sfamare i frati stanchi e assetati. Un piccolo gesto diventato leggenda. E, che ci si creda o no, l’energia che si respira qui è potente e avvolgente.
Info utili (comprese le soste) per chi vuole visitare Narni e il Sacro Speco
🅿️ Parcheggio camper a Narni in via del Suffragio 185
Parcheggio misto con pochi stalli. Presente carico e scarico.
🚡 Ascensori per il centro storico
Gratuiti e funzionali. Partono dal parcheggio e portano direttamente in quota.
📍 Ufficio del Turismo in Piazza dei Priori, 3
Tappa consigliata: forniscono mappe, brochure e consigli aggiornati sugli eventi in corso.
- Narni Sotterranea
Prenotazione obbligatoria (consultare anche giorni di apertura) Visita guidata coinvolgente e ricca di spunti storici e misteriosi.
- Scarpe comode e abbigliamento pratico
Tra salite, sampietrini e camminate… meglio essere preparati.
- Convento del Sacro Speco
A circa 15 km da Narni. Luogo gratuito e aperto ai visitatori. Il camper si può lasciare nel parcheggio. Non sempre affollato, perfetto per chi cerca un momento di pace.
Conclusione: un viaggio che lascia il segno
E il Sacro Speco, con il suo silenzio e la sua forza simbolica, è stato il modo perfetto per concludere questa giornata.
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Idee viaggio per Capodanno in camper e caravan

Una selezione di diari di viaggio e itinerari per ispirarvi e pianificare il prossimo Capodanno e le vacanze natalizie
di Marzia Mazzoni
Noi di Vacanzelandia quest'anno abbiamo deciso di festeggiare alla grande nella capitale tedesca:
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Se volete vivere un'esperienza diversa e avventurosa su quattro ruote, perché non esplorare nuove destinazioni? Ecco qualche IDEA VIAGGIO per pianificare il vostro prossimo Capodanno in camper o caravan:
1) PIEMONTE: trekking con gli asini in Valsesia
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Un San Silvestro molto particolare, un po' insolito e al di fuori dei soliti schemi. Capodanno 2023 ci vide con la tappa 22 del #NoiconVoiTOUR in un angolo del Piemonte dove trascorremmo la fine dell'anno in compagnia degli Amici di Vacanzelandi@ che parteciparono a questo evento. Se siete curiosi di scoprire la nostra esperienza? Eccola QUI raccontata → Come è andata la tappa 22 del #NoiconVoiTOUR? Un divertentissimo Capodanno alternativo
L'Associazione Mountain Planet fu l'organizzazione a cui ci affidammo per questa esperienza, provate a sbirciare il loro sito se anche quest'anno riproporranno questa simpatica serata → clicca QUI
2) BUDAPEST: la Parigi dell'Est
Lo scorso anno trascorremmo l'ultimo dell'anno nella meravigliosa capitale ungherese, eravamo in un viaggio di gruppo da noi organizzato, se volete dare un'occhiata alla nostra esperienza... Scopri di più
3) CAMPANIA: Salerno - luci d'Artista e dintorni
La tappa 7 del #NoiconVoiTOUR si svolse in provincia di Salerno in occasione dell'evento Luci d'Artista, se volete trovare qualche spunto per organizzare il vostro viaggio di fine anno qui trovate qualche indicazione... Scopri di più
4) BASILICATA: Matera - un piccolo presepe
Unica nel suo genere, inserita nella lista dei Patrimonio Unesco, nel 2019 fu Capitale Europea della Cultura... Se non vi abbiamo ancora convinto, vi diciamo che in questo periodo dell'anno sembra lo scenario della Natività, un piccolo presepe da scoprire nei suoi angoli suggestivi. Ecco il nostro diario di viaggio "MATERA e il PARCO DELLA MURGIA MATERANA"
5) TOSCANA: Terme senesi (ma non la solita Saturnia!)
Se vi piace il relax immersi nelle acque caldi termali, questo itinerario fa al caso vostro! Un tour dove potrete godervi ben 3 centri termali, ma non solo! Potrete gustarvi a ritmo slow questi borghi storici immersi nel paesaggio unico delle crete senesi. Ecco il nostro diario di viaggio "CAPODANNO ALLE TERME tra deliziosi borghi e terme"
6) VALLE D'AOSTA: Cogne - la porta del Gran Paradiso
Patria dell'alpinismo e dello sci di fondo, una comodissima area camper permette di sostare a pochi passi dal paese e godersi una vacanza full immersion al cospetto di uno scenografico paesaggio alpino. Visitammo anche Lillaz e Gimillan, affascinanti località nei dintorni di Cogne. Qui il nostro diario di viaggio "COGNE e dintorni".
7) VENETO: non la solita VENEZIA
È una meta molto gettonata, a volte sembrerebbe scontata, ma quella che vi proponiamo noi è una VENEZIA, diversa dai soliti itinerari turistici. L'itinerario che vi proponiamo è alla scoperta di angoli suggestivi, curiosi, magici ed insoliti. Ecco la nostra esperienza "L'Altra Venezia - insolita e magica, tra leggende e curiosità"
8) VENETO: PESCHIERA - la bellezza del lago
Il LAGO DI GARDA è bello ad ogni stagione, d'inverno ha un suo fascino particolare, sarà il clima mite che lo rende piacevole anche in questa stagione. Una comoda area camper a pochi passi dal centro storico e un bel borgo tutto da vivere, seguiteci che vi portiamo alla scoperta di "Peschiera del Garda - cittadella bastionata sul lago".
9) FRIULI VENEZIA GIULIA: PIANCAVALLO - neve per tutti
È meta ideale per le vacanze invernali di famiglie con bambini, ma anche di coppie e persone che cercano un divertimento tranquillo e rilassante, anche per i giovani è possibile trovare luoghi di svago e chi non scia, può trovare comunque divertimento assicurato. Seguiteci che vi raccontiamo della nostra esperienza a "PIANCAVALLO - Vacanze neve a misura di famiglia"
10) Tour dell’Alto Lazio e Ciociaria in camper
Ecco il diario di viaggio di Daniele ed Anna a zonzo in zone di rara bellezza, borghi caratteristici e luoghi davvero unici del Centro Italia... Scopri la loro esperienza → Tour dell’Alto Lazio e Ciociaria in camper
11) A spasso per la Germania in camper
Il diario di viaggio di Barbara e Gianni ci porta a vivere atmosfere nordiche in terra tedesca, qui troverete l'ispirazione per un viaggio itinerante fino al Nord della Germania → A spasso per la Germania in camper a Capodanno
12) Tour natalizio della Grecia
Gli amici Francesca e Gastone con questo diario di viaggio ci portano a scoprire la Grecia nel periodo tra Natale e l'Epifania, un itinerario a tappe realizzato sotto la regia dell'agenzia Io viaggio in camper. Se volete ispirarvi, ecco il loro racconto → TOUR in Grecia con Io viaggio in camper -- diario di viaggio -
13) Il fascino di Spagna e Portogallo in inverno
Il fascino della penisola iberica nel periodo invernale, ce lo raccontano Daniela e Giuseppe in questo diario di viaggio, ecco il loro racconto → Il fascino di Spagna e Portogallo in inverno
14) Capodanno sulle dune in camper: Tunisia e Sahara
Capodanno insolito attorniati dal fascino di terre lontane, ecco il diario di viaggio di Daniela e Vittorio in Tunisia, un tour a tappe sotto la regia dell'agenzia Avventuriamoci. Qui la loro esperienza → Capodanno sulle dune in camper: Tunisia e Sahara
15) Capodanno a Istanbul e altro
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Accogliemmo l'anno 2025 ad Istanbul con un super viaggio di gruppo, se siete curiosi di sapere come è andata, correte a leggere il racconto e a gustarvi il VIDEO → Capodanno in Turchia - la tappona del #NoiconVoiTOUR: 4000 chilometri di emozioni e avventure indimenticabili
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